Dal 27 Aprile al 5 Maggio 2002 ho tenuto una personale alla Sala d’ Arte Comunale d’ Arte Pascucci di Grosseto, accompagnandola con un mini “book” che si apriva così :

Questa mia personale, a Grosseto, alla Sala Comunale d’ Arte Paride Pascucci, oggi costituisce per me un punto di arrivo, una soddisfazione dopo anni di lavoro silenzioso. I miei concittadini purtroppo non mi hanno, almeno questa è la mia impressione,né troppo amato, né apprezzato, ma io, da buona maremmana quale sono, mi sento parte di questa città, di questa terra, di questa gente.

Caparbi e fieri come siamo noi grossetani chiniamo sempre mal volentieri la testa, né ci arrendiamo (lo abbiamo fatto con la Maremma “amara”, tenacemente, coltivando una terra malsana, paludosa, acquitrinosa, rendendola, alla fine, fertile, accogliente, dolce) ed io ho il carattere dei miei avi, gente così, rude e forte, non mi sono piegata né alle sofferenze della vita, né a chi mi voleva in disparte ritenendo la mia “arte” scandalosa o comunque fuori luogo.


Con grande piacere devo dire che sono stata “premiata”: molte persone mi hanno manifestato la loro considerazione come artista e come donna, persone che prima neppure conoscevo, fra le quali voglio ricordare la Sig.ra Teresita, di cui non sono riuscita a leggere bene il cognome nella dedica che mi ha cortesemente scritto e neppure nel biglietto di accompagnamento a quegli splendidi fiori che mi ha inviato subito dopo aver visto le mie opere . A lei e a tutti gli altri un “grazie” sincero e commosso. Grazie ai molti colleghi che sono venuti a trovarmi e a manifestarmi il loro affetto, grazie alle persone importanti della Grosseto attiva culturalmente e socialmente, Aurelio Grilli, presidente della Circoscrizione Centro, Paolo Pisani, Daniela Schembri, Marlena Greco Giacolini, che hanno presenziato alla vernissage.

Un ringraziamento a “Teletirreno”, che ha inviato i suoi operatori e mandato in onda un bel servizio televisivo,    grazie a Claudio Bottinelli de   “Il Tirreno”,   grazie, davvero grazie a “ La Nazione”, che mi ha dedicato ampio spazio.






Luciana Cencioni con Aurelio Grilli, rappresentante del Comune












La pittrice con la Dr. Daniela Schembri,
  Amm.re unico della
Program Invest  
“Progetti finanziari pubblico-privati”  s.r.l
e collezionista dei suoi quadri.

Luciana Cencioni
con il Dr. Paolo Pisani


Luciana Cencioni con Marlena Greco Giacolini,
pittrice e Presidentessa dell’ENPA di Grosseto

Aggiungo le ultime righe del mio “book”, che costituiscono anche una spiegazione degli ultimi quadri da me dipinti ed esposti in questa mia personale:

Non sono codificata, vero, non conforme a certi schemi, eppure esprimo e continuerò ad esprimere le emozioni che appartengono al genere umano intero, il piacere, la felicità, la solitudine, la tristezza, la nostalgia, il dualismo intrinseco al nostro essere, con entusiasmo e creatività,lasciandomi trasportare dalla mia passione per il dipingere, sentita da sempre e coltivata in me con infinito amore.

Alcuni quadri che sono in mostra in questa personale sono stati dipinti dopo l’11 Settembre 2001,sulla scia dell’emozione intensa che quello spietato atto terroristico provocò a New York e nel mondo (APOCALISSE A NEW YORK, in cui ho lasciato che righe sottili, ma intense di rosso scarlatto contro l’immagine sfuocata delle Torri Gemelle esprimessero il raccapriccio, l’ orrore, il dolore e TERRORISMO, tela in cui una donna con il volto coperto da un elmo ammaestra e guida, all’ interno di un tempio in fiamme, molti serpenti pronti a spargersi per il mondo) altri per la guerra che ne è seguita, che la guerra è, anche se necessaria in certi casi,sempre barbarie,violenza,morte e quindi devastante per la sensibilità umana (GUERRA, con due serpenti che si fronteggiano sullo sfondo scuro, illuminato da sinistri, rossi bagliori di bombe ed una nuvola bianca, densa, silenziosa in alto, osservatrice immobile ed impotente, PACE IN PERICOLO, un groviglio di serpenti che insinuano una rosa purpurea, simbolo per me, dell’ amore umano).

Con FANATISMO, una bellissima donna in primo piano ed in posizione provocante,con un cobra reale alle spalle, imponente, terribile eppure affascinante, voglio esprimere la mia preoccupazione per ogni tipo di fanatismo, religioso o politico che sia, compresa l’ ossessione vera e propria per la pornografia ed il sesso che ormai sembra contraddistinguere il nostro tempo.

Particolarmente caro mi è IL VOLTO AMBIGUO DELLA GIUSTIZIA,  tela ispiratami dalla guerra in Afghanistan e dalla situazione medio- orientale, una donna bella, volto infantile e triste, chioma di serpenti, spada in mano che deve far giustizia, ma nel fare una giustizia sa di provocare altre ingiustizie, eppure sa che non può che essere così.

Solo qualche parola per NARCISO, il nudo maschile di spalle che esprime la mia posizione un po’ irrisoria verso gli uomini, tutti concentrati su loro stessi, vanitosi più delle donne, avari di affetti e sentimenti, dediti oggi alla ricerca del piacere, anche sessuale, fra loro o da soli, e che io ritengo essere divenuti quasi fobici verso il mondo complesso, vero, ma pur sempre seducente, delle donne.

Così MITO PERENNE, quell’ affascinante giovane contro il Sole,divinità egli stesso, diviene il mito per tutti, uomini e donne, della forza, della rigenerazione, della vita, della bellezza “mitica” ritrovata, del cosmo, dell’ armonia.

La tela con la ragazza dal cappello nero, stile e tecnica volutamente “liberty”, del primo novecento francese che molto amo per aver prodotto un’ elite culturale ed artistica che ha idealmente condotto la mia arte e che fece di Parigi la capitale del mondo, capace di ospitare con pari dignità Ezra Pound e Vasilij Kandinskij,Francis Scott Fitzgerald e Salvador Dalì, Gertrude Stein e Pablo Picasso, John Roderigo Dos Passos e Tamara De Lempicka, l’ho intitolato ottimisticamente ASPETTANDO DOMANI, sperando che nell’ arte, nella società, nel mondo si possa uscire dallo stagno del conformismo, dei luoghi comuni, dell’ ottusità, dell’ intolleranza e dedicare più tempo ed energie alla comprensione e all’ accettazione rispettosa della diversità.

Luciana Cencioni

 

 

(I quadri citati sono visibili nelle gallerie virtuali)